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Produttività della base marza nei toponimi della valle del Reno  
 

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Produttività della base marza nei toponimi della valle del Reno

di Carlo D’Adamo

A sostegno dell’ipotesi che marza fosse il nome etrusco del fiume poi chiamato Reno dai Celti (1), io porterei due microtoponimi ancora presenti sul versante destro della valle del Reno (2) (opposto a quello su cui si trova Marzabotto): sono un Marzolara, non lontano da Castel di Casio, sul crinale fra la valle del Reno e quella del Limentra orientale, e, poco più a nord, un Marzolaro, non  lontano da Grizzana Morandi, sul crinale fra la valle del Reno e quella del Setta. Nelle sue immediate vicinanze fu scoperto il deposito del santuario di Monteacuto Ragazza (3).
In attesa di collaudare con la maggior cura possibile i referenti (una strada di crinale? un fosso che scola verso valle? altre possibili evidenze geomorfologiche?) avanzo due diverse ipotesi. La prima è che esistesse una relazione gerarchica fra diversi piccoli corsi d’acqua il cui nome è formato sulla base marza e il marza maggiore in cui scolavano, come avveniva per le strade: le tante vie chiamate Cassiolae finivano, alla lunga, nella via Cassia. La seconda ipotesi è che la base marza fosse utilizzata per denominare piccoli borghi collegati al centro più importante della valle, quasi per sottolineare  il fatto che questi gravitavano nella sua orbita.
Resta comunque il fatto che marza, attestato in due passi della Tegola di Capua (4), è in prima battuta il nome di un recipiente (originariamente un otre), e viene attribuito a diversi corsi d’acqua e agli abitati che vi si affacciano: lo ritroviamo nel Salernitano e nel Forlivese, nel Bolognese e nel Modenese, nel Parmense e nel Mantovano. Nella tabella, del tutto provvisoria, riporto le principali occorrenze della base marza in idronimi (in corsivo) e toponimi superstiti:

Salernitano

Forlivese

Bolognese

Modenese

Parmense

Mantovano

Marza

Marzeno

Rio Marzatore

 

 

 

San Marzano

La Marza

Marzolaro
Marzolara
Marzabotte

Marzaglia

Marzolara

Marzole

Riflettendo sulla produttività e la predittività della base marza vale la pena di sottolineare il caso del toponimo Marzaglia, che individua un sobborgo di Modena, sul Secchia. La relazione fra il toponimo Marzaglia e l’idronimo Secchia, un cui affluente nel Reggiano si chiama Secchiello, è suggestiva, sia per il rapporto con il referente, un fiume, sia perché il nome Secchia è traduzione di un idronimo precedente che attribuiva al fiume il nome di un recipiente, sia per il rapporto di tipo gerarchico tra il Secchia e l’affluente Secchiello (5).
Infine: poiché la serie è predittiva, il toponimo marza, che è rimasto a denominare un piccolo borgo in Lomellina (nel Pavese, vicino a Zeme) potrebbe essere indizio della presenza di un paleoalveo: il fiume non c’è più, ma il toponimo è rimasto, fossilizzato, a testimoniarne l’antica presenza.

NOTE

  1. Vedi qui l’articolo Marzabotte, Marzeno, Canovella
  2. Ringrazio Daniele Vitali, professore di Archeologia Classica a Dijon, presso l’Université de Bourgogne, per avermi ricordato la presenza di microtoponimi con base marza nella valle del Reno.
  3. V. Renato Scarani, Repertorio di Scavi e Scoperte dell’Emilia Romagna, Sala Bolognese 1963.
  4. In cui troviamo: vacil lethamsul scuvune marzac saca; e poco dopo: cuveis cathnis faniri marza inte hamaithi ital sacri..(CAMP. CAPUA 8682).
  5. Tra i microidronimi presenti nel Reggiano è interessante quello del Torrente Botticella, che forse può essere collegato a questa serie di nomi di corsi d’acqua nati da nomi di recipienti.

 

 

 

 

 

     
   
   
 

ARCHEOLOGIA, STORIA E STORIOGRAFIA ETRUSCHE E ITALICHE

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