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Chi ha ammazzato l'agente Iozzino?

di Carlo D'Adamo

Roma, 16 marzo 1978, via Mario Fani. Il presidente della Democrazia Cristiana, l'onorevole Aldo Moro, viene sequestrato e i cinque uomini della sua scorta freddamente trucidati. Studiando attentamente le fotografie di tre automobili presenti quella mattina sul luogo dell'agguato, e incrociando i dati del Pubblico Registro Automobilistico con quelli catastali, con quelli delle Camere di Commercio e quelli emersi dalle inchieste indipendenti - nonché intervistando i testimoni ancora vivi disponibili a rispondere alle sue domande - l'autore ha ricostruito con pazienza e lucidità la presenza dello Stato sulla scena del crimine prima, durante e dopo la strage e il rapimento. Un libro-inchiesta che, partendo dalla domanda: "Chi ha ammazzato l'agente Iozzino?", muove un passo avanti nella ricerca della verità. Di tutta la verità, e non solo degli scampoli di volta in volta somministrati ai cittadini ad ogni anniversario, nella costante opera di propaganda e depistaggio ancora in atto.

Il Resto del Carlino

Globalist.it

Giovanni Ricci, figlio di uno dei carabinieri uccisi in via Mario Fani il 16 marzo 1978 a Roma, ha scritto:
Per la prima volta la Procura Generale di Roma pur disponendo l'archiviazione sulla questione moto Honda Blu presente il 16 marzo in via Fani (fatto oramai accertato nonostante le smentite dei brigatisti), archiviazione dovuta al fatto che la lettera anonima da cui essa si originava non forniva sufficienti elementi per una indagine, è da lodare il fatto che la Procura di Roma, per la prima volta (vds articolo di Lettera35 sul PM Infelisi) abbia colto l'occasione per fare il punto su i moltissimi aspetti non chiariti relativi alla strage di via Fani. Da questo punto di vista, mi sembra che la Procura abbia fatto un lavoro serio, puntuale, minuzioso, onesto, un lavoro di esame, confronto, vaglio critico. E' da considerarsi il nuovo punto di partenza per chi voglia riprendere in mano i saggi e documenti relativi a quella mattina di 36 anni fa. E' come un sommario che può aiutare a orientarsi tra perizie balistiche e testimonianze. Ribadisce che Morucci e Moretti non hanno detto tutta la verità su quegli eventi: ma la verità storica come può coincidere con quella dei terroristi? Sicuramente ci sono state troppe manovre più gradi di loro, hanno troppo interesse a difendere la loro versione dei fatti... raccontano la loro versione, ma non bisogna restarne sicuramente prigionieri. Poi per chi volesse addentrarsi ancora meglio in quanto accadde in quei 54 giorni terribili consiglio sempre il libro del grande Sergio Flamigni: "La tela del ragno" (ed. Kaos); l'unico libro che ha squarciato il velo di omertà sul caso Moro. Ma un altro libro consiglio vivamente: "Chi ha ucciso l'agente Iozzino. Lo Stato in via Fani" di Carlo D'Adamo in prossima uscita (con la collaborazione della giornalista Stefania Limiti). Il libro è particolarmente curato e si basa su ricerche oggettive e dati di fatto documentati. Dallo stesso emerge che non solo la Austin Morris era dei Servizi, ma anche la Mini Minor parcheggiata dall'altra parte della strada. Un libro che squarcerà sicuramente il buio intorno al caso Moro ed alla strage di via Fani e che consiglio vivamente di leggere. Un ultima annotazione: mi chiedo come mai se l'eccidio degli uomini della scorta di Aldo Moro è sempre stata definita "Strage", come mai appunto non è stata inserita nella cd. direttiva Renzi in merito alla desecretazione degli atti coperti da segreto di Stato? Ai posteri l'ardua sentenza!

 

 

 

 

     
   
   
 

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