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Articoli - Riletture e traduzioni

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Da “sinistro” = favorevole a “destro” = favorevole. Due diversi sistemi di orientamento riflessi nel linguaggio

di Carlo D’Adamo

La preoccupazione maggiore degli antichi era quella di agire con il favore divino, di iniziare ogni impresa o di fondare ogni città soltanto dopo aver ritualmente interrogato gli dei. Per interrogare gli dei occorreva collocarsi in uno spazio a ciò destinato, orientato in modo da riflettere sulla terra l’ordine celeste. Nonostante la sovrapposizione di sistemi di orientamento diversi, nonostante la progressiva perdita di senso dei riti arcaici e l’incomprensione con cui le fonti classiche affrontano l’argomento, alcuni relitti linguistici latini, etruschi, umbri e greci permettono di ricostruire, sia pure in modo frammentario, la struttura ideologica del primitivo sistema di orientamento a sud, effettuato avendo come punto di riferimento il sole di mezzodì.

Al sole, al suo sorgere e al suo alzarsi nel cielo erano collegati i “segnali” positivi inviati dagli dei; all’oscurità avanzante, al declinare del sole e alle tenebre erano collegati i messaggi negativi. Pertanto, se confrontiamo i termini con cui la tradizione ci ha fatto pervenire i significati di “favorevole” (così era definito il segnale divino proveniente dalle regioni del cielo considerate positive) e di “sfavorevole” (il segnale proveniente dalle regioni del cielo negative) è possibile risalire alla struttura ideologica del sistema di orientamento primitivo.

In latino sono presenti due diversi termini per indicare il segnale divino che proviene da sinistra: accanto a laevus, che significa “sinistro” e “favorevole” c’è sinister, che significa “sinistro” e “sfavorevole”.

Quella che potrebbe sembrare una contraddizione (e che è in effetti, dal punto di vista logico, una contraddizione) si scioglie sul piano cronologico: al vecchio sistema di orientamento che aveva come punto di riferimento il sole allo zenit (rispetto al quale l’est, zona positiva del cielo, era a sinistra) si sovrappone il sistema basato sulla stella polare (rispetto alla quale l’est è a destra). Di conseguenza, non è più il segnale “sinistro” ad esprimere il favore divino, ma è il “destro”. La parte sinistra, con il nuovo sistema di orientamento, guarda verso occidente, verso la zona del cielo nella quale il sole declina; è quindi la parte destra ad esprimere i segnali divini favorevoli.

Così laevus, sopravvivendo al nuovo sistema di orientamento, rimane come termine fossile del vecchio sistema.

In umbro, stando ai termini utilizzati nelle cerimonie delle Tavole Iguvine (riproposizione aggiornata di una tradizione arcaica) i presagi favorevoli che l’augure interpreta dalla sua postazione a nord-ovest della città di Gubbio, sulle pendici del monte Foce, provengono da sinistra (merstu), da sopra (subra) e dal davanti (pernaie); quelli sfavorevoli vengono da destra (dersu) – a meno che non siano l’upupa o la cornacchia – da sotto (hondra) e da dietro (pusnaie) (1). Nelle Tavole è attestato anche un altro aggettivo che significa “sinistro”: nertru, che però viene utilizzato solo in senso proprio, spaziale, senza connotazioni qualificanti, mentre il termine tecnico per il segnale positivo che giunge da sinistra è merstu; ciò significa che il lessico religioso ha specializzato dei due solo il secondo, riservando al primo un senso generico. Ma se merstu propriamente significa “giusto”, “regolare”, “secondo la legge” (la radice mers- infatti equivale alla radice med- del latino e dell’osco, da cui derivano anche medius e meddix), e se indica i segnali che provengono da sinistra, ciò vuol dire che non solo il lessico, ma anche la prassi liturgica eugubina era ancora strutturata sul “vecchio” sistema di orientamento.

In etrusco laive, “sinistro”, è attestato, con i suoi derivati, anche nel Liber Linteus di Zagabria, dove ricorre più volte, anche in associazione con hamφe, “destro”. Non vi sono nel Liber Linteus sufficienti indizi per stabilire se i due termini, oltre al loro significato normale, assumono anche il senso traslato di “favorevole” e “sfavorevole”, come i loro equivalenti latini, umbri e greci, ma il fatto che laive è attestato frequentemente anche come nome di persona depone a favore dell’ipotesi che possa significare “benigno”, “fortunato” e simili. L’uso del prenome laive – che senza dubbio doveva avere un significato augurale, se veniva frequentemente utilizzato – costituisce quindi indirettamente un indizio del ricordo, anche in etrusco, del vecchio sistema di orientamento verso sud.

Per il greco siamo più fortunati: abbiamo infatti la possibilità di fissare anche un terminus ante quem. Omero infatti (Odissea XXIV, 312) definisce δέξιοι (“destri”) i segnali favorevoli, quelli annunciati dagli uccelli che vengono da destra: segno che ai suoi tempi era già invalsa l’abitudine di orientarsi a nord, forse derivata dalla necessità di navigare anche di notte e di orientarsi con la stella polare. Ma anche in greco esistono due diversi termini per indicare il presagio che viene da sinistra: accanto ad ‘αριστερός (che vale “sinistro” e “sfavorevole”) esiste anche ‘ευώνυμος (“sinistro” e “favorevole”) a testimoniarci che il “vecchio” sistema di orientamento aveva come punto di riferimento il sole allo zenit.

Nel mondo greco la sostituzione del vecchio modello di orientamento, guardando a sud, con il nuovo modello che prende come riferimento il nord, producendo un capovolgimento di senso, è quindi anteriore ad Omero.

Mentre l’umbro mantiene fino all’epoca augustea nel lessico sacrale merstu nel suo originario senso traslato di “favorevole”, i termini superstiti latini e greci che tramandano il “vecchio” significato accanto al “nuovo” stanno a testimoniare forse un periodo di sovrapposizione e di contaminazione tra i due diversi sistemi, che, sfociando poi in quel capovolgimento di significati, ha prodotto un’apparente contraddizione logica.

NOTA: Nella Tavola VIa 3 si legge: peico merstu peica mersta  mersta auuei mersta angla esona, in cui l’aggettivo merstu significa “sinistro” in relazione al picchio e alla gazza, e “favorevole” in relazione ai segnali divini (angla esona).

 

 

 

 

 

     
   
   
 

ARCHEOLOGIA, STORIA E STORIOGRAFIA ETRUSCHE E ITALICHE

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